Come saper scegliere il cibo agricolo ed evitare il cibo spazzatura? Contro la riduzione dei prodotti contadini a materie prime industriali, sorge un movimento di alleanza tra contadini e cittadini. Quando la pasta col grano duro canadese impestato di glifosato e micotossine ha minacciato il buon grano duro del Sud, un gruppo di agricoltori biologici e biodinamici hanno ottenuto di smascherare il traffico, hanno vinto le cause che l’industria della pasta gli ha mosso e hanno prodotto la loro pasta libera.

Oggi producono la loro pasta e hanno ottenuto di poter disporre liberamente dei loro semi: semi liberi, farine sane. I nomi di Menichella e Carchia, non diranno nulla ai più, ma il loro impegno nei tribunali ha iniziato un effetto a catena che ha portato i cittadini italiani a imporre una flessione alle vendite di pasta industriale, che ha finito per costringere l’industria a introdurre linee di pasta a grano duro del Sud. L’alleanza tra contadini e cittadini è stata vincente. Le scelte industriali hanno imposto uno snaturamento del cibo. La pizza, alimento bandiera italiano, è oggi a base di farine di forza, raffinate, gommose, trasformata in un attentato alla salute. In Toscana ristoratori e agricoltori, in collaborazione con l’Università di Firenze, hanno dato vita al progetto “Pizza agricola”, finanziato dalla Regione. Studiano farine e impasti bio e contadini ad alto valore nutrizionale, per giungere a una pizza della salute. E dal progetto una prima pizzeria, “BellAgrò”, apre a Firenze con questo impegno: farine bio contadine semintegrali e di grani antichi e pomodoro biodinamico cui aggiungerà estratti naturali di polifenoli da olio bio. Che sorga da questi esempi un movimento popolare di liberazione dei campi e dei nostri stomaci.

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