La ricerca scientifica evidenzia che nutrirsi di alimenti biologici e biodinamici libera i tessuti dai residui dei pesticidi. Uno studio di grande valore conferma che questi benefici riguardano anche la sfera della fertilità maschile. Un problema sottaciuto ma di grande rilevanza sociale

Cibo e salute

Inizia ad emergere dalle ricerche scientifiche una scoperta di grande importanza: il cibo biologico e soprattutto quello biodinamico ha un effetto proattivo sugli inquinanti presenti nell’organismo umano e contro i danni alla salute in genere, causati dagli inquinanti. Tra i problemi che il cibo bio riesce a controllare vi è l’infertilità maschile. Questo si osserva dagli studi condotti dal dottor Luigi Montano e dal team di accademici del progetto EcoFoodFertility, cui l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica in Italia dà il suo apporto. Non solo il crollo della fertilità maschile è un problema gravissimo e in rapido accrescimento, che pone una tara sul futuro dell’umanità. Problemi analoghi si registrano sull’infertilità femminile. L’infertilità in generale è anche un indicatore tra i più efficaci sullo stato di salute generale dell’organismo e sull’effetto che hanno su di esso le sostanze inquinanti.
Il fatto che l’infertilità sia in aumento, ma che si possa controllare con alcuni alimenti, deve diventare un’informazione ampiamente in possesso della popolazione. Deve essere fatto conoscere che il valore nutraceutico e funzionale degli alimenti biologici e biodinamici si estende fino a un concreto effetto di contrasto ai danni che l’inquinamento chimico provoca all’organismo. Finora la letteratura scientifica aveva evidenziato quello che ci si poteva aspettare: la diminuzione dei residui di pesticidi nel sangue e nei tessuti umani a seguito del consumo di cibo biologico e biodinamico. Era del resto prevedibile che, assumendo alimenti coltivati senza pesticidi, grazie allo spontanea attitudine dell’organismo di liberarsi nel tempo delle sostanze tossiche, si registrassero attese diminuzioni di quelle sostanze nell’organismo. La ricerca ha anche evidenziato le influenze dell’alimentazione biologica e biodinamica sulla fertilità e il supporto positivo a questa, unitamente alle buone pratiche per il risanamento da diverse patologie.

Qui si intende però parlare di altro, ossia della capacità del cibo biologico e biodinamico non solo di non introdurre nuovi inquinanti, ma di ridurre attivamente le sostanze inquinanti presenti nell’organismo, attraverso un processo di detossificazione, e di mitigarne gli effetti negativi sulla salute. Gli studi del progetto EcoFoodFertility, compiuti per anni su un campione ampio di popolazione delle aree più inquinate d’Italia, evidenziano condizioni gravissime, molto evidenti nelle nuove generazioni. La questione degli interferenti endocrini inizia ed essere presa seriamente in considerazione e consiglia di lavorare a un nuovo modello agroalimentare. La Commissione Europea ha emanato da poco le strategie Farm to Fork e Biodiversità, due programmi per ridurre l’uso di pesticidi, instaurare l’economia circolare della gestione aziendale, aumentare le aree destinate alla biodiversità, riutilizzare i residui colturali e le deiezioni animali per la fertilità della terra. Sono questi tutti obbiettivi su cui fu fondata l’agricoltura biodinamica, l’origine da cui sorse l’agricoltura biologica. A distanza di un secolo, quelle intuizioni divengono un disegno comune e una possibilità per tutti. Provvedimenti necessari per un cambio di passo, ma avversati dalle forze che si oppongono all’affermarsi di un nuovo modello agricolo sano e giusto. Proprio i dati che la letteratura scientifica ci consegna sul cibo biodinamico costituiscono indicazioni preziose per gli indirizzi della ricerca sul valore terapeutico del cibo. Potrebbero anche contribuire a ispirare scelte più sagge e rispettose per la Politica Agricola Comune UE.
Mangiar bene è un requisito da osservare per restare in salute, precetto che diventa ancor più attuale dopo la questione pandemica. Alcune sostanze presenti nel cibo hanno un effetto positivo per rafforzare il nostro organismo, tanto da esser dette nutraceutiche, termine derivato dagli aggettivi nutrizionale e farmaceutico. Si tratta cioè di cibo che nutre e sostiene la salute. Le antocianine, per esempio, sono quelle che danno a frutta e verdura un bel colore e le fanno apparire più belle. In realtà sono anche segno di buone proprietà organolettiche, ma soprattutto svolgono un effetto importante per la nostra salute, perché sono antiossidanti. Purtroppo si deteriorano facilmente, se non si adottano pratiche agroalimentari rispettose. La saggezza popolare si fidava dei colori e dei profumi del cibo e sapeva scegliere i migliori alimenti, già prima che fosse scoperta la connessione tra alcune apparenze esteriori e il valore nutrizionale e terapeutico del cibo. Negli anni Novanta è stato ben descritto che le antocianine e in genere i flavonoidi, oltre a possedere funzioni anti età, svolgono un’azione antinfiammatoria, antitumorale e sono potenti protettori contro le complicanze cardiocircolatorie. Stimolano la risposta del sistema immunitario e aumentano la sua efficacia contro i patogeni. La ricerca e gli studi in essere stanno mostrando una certa tendenza nel rilevare una presenza notevolmente maggiore di sostanze antiossidanti proprio in frutta e verdura coltivate col metodo biodinamico. Una scoperta che diviene ora di grande attualità, poiché le quantità di queste preziose sostanze risultano maggiori nelle verdure biodinamiche, sia rispetto alle stesse verdure coltivate con metodo convenzionale, sia rispetto a quelle coltivate con metodo biologico.

Qualità del cibo biodinamico

L’agricoltura biodinamica è stata la prima forma di bioagricoltura e ne rappresenta un’applicazione particolarmente rigorosa, attraverso standard di produzione che sono stati scritti dagli anni Venti del Novecento e continuamente aggiornati dalla Biodynamic Federation Demeter International, la federazione internazionale degli agricoltori biodinamici.
Già nel 2005 alcuni ricercatori delle università statali di Washington, Utha e California avevano documentato che dall’uva biodinamica proveniva una quantità notevolmente maggiore di fenoli e di antociani, che non riuscivano a spiegare. È stata poi l’Università di Firenze a misurare con precisione nella lattuga biodinamica un quantitativo di antociani doppio rispetto alla lattuga convenzionale e notevolmente maggiore della biologica. Successivamente altre università europee hanno voluto verificare queste proprietà dei prodotti biodinamici nelle patate e anche in questo caso hanno trovato che dopo l’uso dei preparati biodinamici, i fenoli totali e gli antociani totali erano aumentati in modo importante in tutte le varietà testate. Nel 2015 è poi arrivato uno studio italiano sulle uve biodinamiche, svolto in collaborazione con alcune università di Spagna e Brasile, che ha mostrato la maggiore presenza di enzimi dall’alto valore nutraceutico. Tra questi il Gluconato, una sostanza alimentare, che la Food and Drug Administration, l’autorità statunitense per la sanità e l’alimentazione, ha segnalato tra quelle più attive per ridurre le malattie cardiovascolari. Bisogna anche considerare che proprio i flavonoidi hanno la capacità di potenziare l’attività enzimatica.
Nel cibo biodinamico si è trovata dunque una gran quantità di quelle sostanze, che si alleano tra loro per rafforzare il nostro organismo durante le emergenze. Tanto che in alcuni tra i più recenti studi scientifici, le sostanze di cui si testa in vitro l’effetto contro le cellule tumorali sono ricavate proprio da piante biodinamiche e ciò sia a causa dell’alta concentrazione di principi attivi, sia per la garanzia di assenza di pesticidi sintetici che potrebbero interferire sui risultati sperimentali. Grazie a tutte queste evidenze scientifiche la Regione Puglia ha deciso recentemente di inserire l’agricoltura biodinamica nell’Apulian Life Stile, la delibera regionale che ho contribuito a scrivere e che indica lo stile di vita più adatto alla salute pubblica. Nel difficile periodo pandemico abbiamo imparato a proteggerci dall’esterno per evitare di contrarre l’infezione da Covid-19. È importante ora imparare a proteggersi anche internamente, adottare uno stile di vita sano, rafforzare l’organismo, il sistema immunitario e le funzioni fisiologiche. Quando queste sono in buono stato, ci permettono di reagire al meglio alle infezioni. Come non mai possiamo approfittare del cibo fresco frutto del lavoro contadino e delle proprietà salutari presenti in quello biodinamico, che gli scienziati hanno evidenziato.

Alimentazione come atto terapeutico

Come detto all’inizio, con l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica intendiamo toccare un tema gravissimo e allo stesso tempo tentare un’operazione inedita e necessaria.
Soprattutto vogliamo offrire delle soluzioni a portata di mano. È vero che gli interferenti endocrini e gli inquinanti chimici in genere presenti nel nostro cibo rischiano di portare l’umanità verso un’estinzione per infertilità. Sappiamo che è in aumento l’incidenza di patologie gravissime. Insieme alle patologie e ai danni alla salute, che le ricerche scientifiche documentano da tempo, è in spaventoso calo la fertilità maschile e i danni si stanno trasferendo con maggiore gravità da generazione a generazione con sempre maggiore effetto. Come Associazione per l’Agricoltura Biodinamica in Italia abbiamo messo in comunicazione e collaborazione, diversi mondi, non solo quelli degli esperti di medicina. Da diverse discipline si iniziano a mettere in comune gli archivi e moltiplicare l’effetto dei propri studi. Un metodo questo che rompe anche le barriere professionali e porta a una collaborazione inedita con gli agricoltori, con gli esperti ambientali, che operano sul fronte della produzione e della vita agricola e lavorano alla fertilità della terra. Un’alleanza interdisciplinare questa, che apre non solo a inediti risultati, ma anche a un cambio di paradigma scientifico: dalla specializzazione parcellare, alla cooperazione della comunità scientifica e del mondo agricolo mirata a qualificare una scienza ampliata e integrale. Nella Regione Toscana è stato avviato il progetto “Pizza agricola” finanziato dal PSR, che coinvolge scienziati, agricoltori biologici e biodinamici, insieme a premiati pizzaioli e ristoratori toscani che si sono riuniti nella società Bioadhoc per la costruzione di un modello di ristorazione e pizzeria contadino, buono e nutraceutico. Questo modello di proposta alimentare ispirato alla missione del cibo che cura, sarà un tema del futuro.

Le soluzioni dei danni nel cibo sono nel cibo stesso. Le soluzioni ai danni all’ambiente sono nel cibo stesso. Ci sono alimenti in grado di ridurre e rendere decisamente meno dannosi i nemici in noi, di disintossicarci dalle sostanze più pericolose. Emerge che l’assunzione di alcuni alimenti non solo non fa aumentare il tasso di inquinanti nei nostri tessuti, ma è in grado di mitigarne gli effetti e di depurare l’organismo. I dati scientifici del valore nutraceutico di alcuni alimenti sono stupefacenti almeno quanto sono preoccupanti i dati sugli effetti tossici. Tra i cibi di documentato valore nutraceutico ci sono i prodotti biologici e biodinamici. Ne vedremo gli effetti, soprattutto attraverso una ricerca mirata. In rapporto ai danni cui assistiamo, sono ancora troppo pochi gli studi sul valore nutraceutico del cibo e soprattutto del cibo biologico e biodinamico, con la sua capacità di disintossicarci e liberarci da alcuni indesiderati ospiti. L’aver iniziato a documentare la capacità risanatrice del cibo, in rigorose ricerche pubblicate in riviste scientifiche referate, deve indurre a far presto e ad aumentare gli studi e i finanziamenti per compierli.
Ci sono diverse ricerche che testimoniano dell’assenza di pesticidi nel cibo bio e della diminuzione dei pesticidi nei nostri tessuti dopo un periodo di dieta biologica e biodinamica. Questi studi confermano un’ipotesi logica. Se non assumo pesticidi, non li trovo in me. Quello che però iniziamo a documentare, è che alcuni alimenti non solo non contengono pesticidi, ma hanno la capacità di sostenere l’organismo nel liberarsi degli elementi più pericolosi. Hanno cioè una inaspettata capacità proattiva a supporto dell’impegno dell’organismo di tenersi in salute e di neutralizzare le sostanze dannose. L’alimentazione diventa così atto terapeutico consapevole.

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